INTERVISTA AL PRESIDENTE NAZIONALE ANTONIO DIELLA

 

583007070_1280x721

ROMA 13-15 GENNAIO 2017

Durante le giornate di formazione per Animatori pellegrinaggi 2017,abbiamo colto l’occasione per intervistare il

Presidente Nazionale Antonio Diella

DOMANDA: Caro Presidente al termine del 2016, vuole fare un sintetico bilancio di questo anno trascorso?

E’ finito un anno associativo particolarmente delicato, che ha visto il rinnovo di tanti responsabili e di tante responsabilità; un anno nel quale sono stati impostati molti cambiamenti e sono state fatte delle scelte non semplici; un anno particolarmente difficile per la gravissima crisi finanziaria che ci siamo trovati ad affrontare; un anno in cui abbiamo lavorato tanto per i nostri pellegrinaggi e per la nostra unità.

DOMANDA:  Cosa si aspetta dal 2017?

Il 2017 sarà  assolutamente decisivo per l’associazione: ricollocare al centro del nostro impegno i pellegrinaggi con i malati, vivere nei nostri territori l’esperienza della “carità intelligente” (quella che risponde ai bisogni o li anticipa ma non li inventa !), impegnarci per una reale sobrietà della vita associativa e per reperire risorse economiche da porre al servizio dei pellegrinaggi, affrontare con decisione le situazioni debitorie interne ed esterne, risolvere le divisioni e bloccare il disimpegno di alcune, anche importanti, realtà territoriali …… questi saranno gli impegni più significativi del nostro servizio di responsabili. E poi e soprattutto, costruire e rafforzare l’unità e la collaborazione tra noi.

DOMANDA: rafforzare l’unità e la collaborazione non sempre è facile, a volte ci possono essere visioni diverse che portano a polemizzare su scelte e prospettive. Cosa ne pensa? 

Penso, innanzitutto, che dobbiamo pregare di più, molto di più, affidandoci a Colui che “non spezza la canna incrinata e non soffia sulla fiammella che ha difficoltà a rimanere accesa”. In genere non mi  piacciano le citazioni e le “frasi dotte”; ma vorrei ricordare  quello che il Papa ha detto alla Curia Romana nei sui auguri natalizi, parlando della riforma della stessa Curia. Parole che mi hanno molto colpito e che mi hanno fatto pensare (n.r.: ci consegna l’intervento del Santo Padre):

In questo percorso risulta normale, anzi salutare, riscontrare delle difficoltà, che, nel caso della riforma, si potrebbero presentare in diverse tipologie di resistenze: le resistenze aperte, che nascono spesso dalla buona volontà e dal dialogo sincero; le resistenze nascoste, che nascono dai cuori impauriti o impietriti che si alimentano dalle parole vuote del “gattopardismo” spirituale di chi a parole si dice pronto al cambiamento, ma vuole che tutto resti come prima; esistono anche le resistenze malevole, che germogliano in menti distorte e si presentano quando il demonio ispira intenzioni cattive (spesso “in veste di agnelli”). Questo ultimo tipo di resistenza si nasconde dietro le parole giustificatrici e, in tanti casi, accusatorie, rifugiandosi nelle tradizioni, nelle apparenze, nelle formalità, nel conosciuto, oppure nel voler portare tutto sul personale senza distinguere tra l’atto, l’attore e l’azione. L’assenza di reazione è segno di morte! Quindi le resistenze buone – e perfino quelle meno buone – sono necessarie e meritano di essere ascoltate, accolte e incoraggiate a esprimersi, perché è un segno che il corpo è vivo.Tutto questo sta a dire che la riforma della Curia è un delicato processo che deve essere vissuto con fedeltà all’essenziale, con continuo discernimento, con evangelico coraggio, con ecclesiale saggezza, con attento ascolto, con tenace azione, con positivo silenzio, con ferme decisioni, con tanta preghiera – tanta preghiera! -, con profonda umiltà, con chiara lungimiranza, con concreti passi in avanti e – quando risulta necessario – anche con passi indietro, con determinata volontà, con vivace vitalità, con responsabile potestà, con incondizionata obbedienza; ma in primo luogo con l’abbandonarci alla sicura guida dello Spirito Santo, confidando nel Suo necessario sostegno. E, per questo, preghiera, preghiera e preghiera

DOMANDA: Quindi?

Quindi mi sono chiesto se anche io faccio “resistenza” verso il Signore, verso l’Associazione, verso chi collabora con me o verso I Presidenti di Sezione o Sottosezione. Ciascuno di noi dovrà rendere conto alla sua coscienza e al Signore della verità del suo impegno e della lealtà del suo servizio all’unità: riempirsi e riempire l’immaginazione di mirabolanti scenari unitalsiani futuri può diventare una ferita mortale per la comunione che dobbiamo invece costruire ora, per l’Associazione che dobbiamo far risollevare ora, per il cammino ecclesiale che ci viene chiesto di vivere e amare ora.

DOMANDA: E delle polemiche cosa ne pensa?

Non mi interessano le polemiche, non mi interessano i messaggi su facebook, non mi interessa il vittimismo: so che dovrò continuare il mio impegno fino a quando ne avrò la forza e la salute e fino a quando ci sarà tra noi reciproca fiducia; so che siamo sollecitati ad un compito estremamente difficile; so che sono chiamato ad una pazienza grande e ad un amore più grandi del doloroso chiacchiericcio o delle proposte fumose e irrealistiche; so che devo essere deciso ma che la difficile prova del silenzio e della “non reazione” alla provocazioni e a volte anche alle offese che credo il Signore mi ha chiesto e continua a chiedermi in alcune occasioni serve anche ad educare il mio orgoglio a farsi servizio di comunione .

DOMANDA: Certo la difficile situazione che l’Unitalsi sta vivendo non aiuta

Sono e siamo credo tutti consapevoli della difficile situazione soprattutto finanziaria e di “credibilità interna” che dobbiamo gestire e che quello che è stato fatto con I Presidenti Regionali in questi primi sei mesi è solo l’inizio di un cammino impegnativo e lungo. Personalmente sono particolarmente contento del lavoro comune e della amicizia –vera, sincera e disinteressata-  che mi lega ai componenti il Consiglio Direttivo Nazionale, a mons. Bressan e a tanti Presidenti di Sezione e di sottosezione.

DOMANDA: Come pensa di continuare in questo  cammino impegnativo, quali i presupposti?

Lavorare molto insieme confrontandoci e riflettendoci. Per fare del nostro cammino una esperienza di comunione, bisogna non solo credere nella comunione ma amare la comunione più di noi stessi e dei nostri progetti, presenti e futuri. C’è tanto cuore nella nostra Associazione ! Tantissimi nostri soci sono occupati nella vita di carità e nella testimonianza dei pellegrinaggi…amano, si impegnano, condividono, camminano. Costruiscono più loro nella semplicità della loro vita unitalsiana che io nel mio andare avanti e indietro per l’Italia !

C’è anche tanta novità nella nostra Associazione, tanti splendidi segnali di piccoli e grandi cambiamenti, tante avventure nuove realizzate, tanto lavoro non solo nelle iniziative di autofinanziamento ma anche e soprattutto nella programmazione dei pellegrinaggi e nella vita di carità ! Bellissimo !

DOMANDA: quale invito vuole rivolgere ai Presidenti di Sottosezione dell’Emilia Romagna e a tutti i soci che  operano attivamente nell’Associazione e in progetti che mettono al centro dell’attenzione i fratelli sofferenti?

Innanzitutto l’importanza di operare nella gioia, di poter cantare il cammino di bellezza e di amore dell’Unitalsi.

Ai Presidenti di sottosezione vorrei rivolgere un invito caloroso all’unione tra loro e con la Presidenaza di Sezione:insieme tutto è  più semplice e possibile! Solo condividendo e scambiandosi idée e progetti possiamo continuare ad alimentare la nostra magnifica Missione…. Aiutando anche le sottosezioni che hanno più difficoltà.

Un invite, al quale tengo, è quello di non agevolare l’insidiosa tendenza ad “abbassare l’asticella”, ad individuare obiettivi prudenziali (spesso troppo prudenziali) per il timore che i nostri soci non ci seguano o che gli obiettivi non si raggiungano. A volte abbiamo la tendenza a polemizzare su ogni iniziativa, nazionale o sezionale che sia, magari per reazione alle difficoltà che stiamo vivendo o per lanciare “segnali impliciti” o per dimostrare di “saper fare meglio” o per pretendere una autonomia che, se mal vissuta, crea soltanto divisione. Ci sono ancora, in alcune Sezioni Italiane o sottosezioni regionali, situazioni serie di conflitto e di contrasto, sfiducia “a prescindere” nei confronti o della Presidenza Nazionale o della Presidenza regionale (non parlo dell’Emilia Romagna)  e scarsa comprensione del fatto che senza un impegno forte di tutti il cammino della associazione diventa ancor più difficile.

Dobbiamo ricordare sempre che l’amore deve essere la luce che ci guida e che ci deve far sentire parte di un tutto. Dobbiamo voler andare oltre il “già raggiunto”,  non avere paura delle novità e della verità: solo cosi possiamo  far crescere le Sezioni, le Sottosezioni,  i soci e quindi l’intera associazione.

Dobbiamo riamare con forza il nostro carisma differenziante che è il pellegrinaggio con i malati, dobbiamo fare tutto quello che possiamo e con tutta l’energia che abbiamo per rimettere in equilibrio finanziario l’associazione, perché l’associazione continui il suo cammino; dobbiamo impegnarci in “opere comuni”, anche piccole, ma che raggiungano ogni socio e impegnino ogni socio !

DOMANDA: le chiedo una parola da donare ai nostri lettori e perche’ La sceglie 

CORAGGIO. Lo dico principalmente a me. Dobbiamo diventare sempre più  “creatori artigianali” di novità e di cammino; non possiamo nascondere sotto terra, per conservalo, il talento che il Signore ci ha dato, perché così corriamo il rischio di farlo arrugginire e di perderlo; siamo invece chiamati a dare frutti nuovi e più grandi. Capitano a tutti i momenti di difficoltà e di sconforto: solo il voler ciascuno il bene e la Felicità  dell’altro ci può aiutare a superare questi momenti.

DOMANDA : un augurio

Che le nostre  vite si riempiano di significato nuovo e di speranza nuova e che il 2017 sia l’anno della Associazione, la nostra Associazione, il nostro “giardino di bellezza”, il luogo del sorriso di Dio verso di noi.

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *