DALLA SOTTOSEZIONE DI PARMA IL PROGETTO “ARIANNA”

 

La Sottosezione Unitalsi di Parma si è distinta a livello nazionale per avere istituito da ormai quindici anni un servizio integrato, denominato “Arianna”, che consente alle persone con disabilità motoria di godere di piena autonomia negli spostamenti.
Il tratto distintivo del servizio di questi “angeli dell’Unitalsi”   è l’ accompagnamento di uomini e donne, giovani e anziani nei luoghi di loro interesse, cosa diversa dal semplice “trasporto”.

Con tutte le persone che vengono accompagnate, che ormai vengono chiamati “amici”, si cerca di instaurare un rapporto che va al di là del semplice servizio e che ben presto diventa  un legame di affettuosa e positiva fiducia, di simpatia e cordialità.

Il  Servizio è destinato a persone con disabilità al 100%. Tra loro, quelle che hanno maggiori difficoltà sono coloro che necessitano dell’ausilio della carrozzina. Tuttavia, serviamo anche non vedenti o affetti dalla sindrome di Down.

Il servizio Arianna si svolge su tre fasce giornaliere:
• dalle 8.00 alle 13.30
• dalle 14.30 alle 18.30
• dalle 19.00 alle 24.00

Al mattino ed al pomeriggio le destinazioni sono lavoro, scuola, visite ospedaliere, ma anche fare la spesa: tutte cose all’apparenza semplici che si complicano a dismisura per persone in carrozzina.
Alla sera si accompagnano gli amici in palestra (alcuni di loro fanno parte di una squadra di hockey), in piscina, a teatro, in pizzeria, al cinema.
Lo scopo ultimo del  Servizio è di consentire ai tanti amici che vengono seguiti di fare una vita attiva, migliorando, per quanto possibile la loro autonomia di movimento.
Il Servizio Arianna, inoltre, coadiuva il Gruppo Giovani della sottosezione che mensilmente organizza gite fuori porta per gli amici con disabilità.
Tutti i servizi sono effettuati da volontari e vengono offerti agli utenti ad offerta libera.
La sottosezione di Parma, per poter continuare a offrire questo servizio ha la necessità di avere sempre nuove persone che scelgano di donare una parte del loro tempo a chi ne ha bisogno.

 

 

CHI AVESSE DESIDERIO DI DEDICARSI AL PROSSIMO SI PUO’ UNIRE AI VOLONTARI. BASTA UNA TELEFONATA AL NUMERO  0521-1915684 DAL LUNEDI’ AL
SABATO DALLE ORE 8:00 ALLE ORE 12:00 O DALLE ORE 15:00 ALLE ORE 18:30

 

la testimonianza di Giuseppe Pagano

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19° GIORNATA NAZIONALE 2020 Una piantina di ulivo per sostenere l’Unitalsi

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La prima data di ripresa delle attività unitalsiane sarà il 5-6 settembre: con la 19° Giornata  nazionale Unitalsi che inizialmente era prevista a primavera.

I volontari saranno in molte piazze Emiliano romagnole,  nelle parrocchie, davanti alle chiese a donare le piantine di ulivo, distribuire il materiale informativo per far  conoscere sempre più e meglio  la nostra attività.

Un occasione anche per raccogliere fondi da destinare alle attività dell’associazione

Simbolo di questa festa sarà una piantina di ulivo il cui  seme è già stato gettato da tempo. Anzi, i semi: quelli della prossimità, della cura, dell’attenzione e dedizione.

Il seme della speranza, di chi ha saputo stare instancabilmente accanto alle persone malate, anche durante la pandemia. In modo diverso, magari attraverso una chiamata in video, oppure portando loro la spesa a casa.

Di certo l’Unitalsi in questi momenti difficili non si è mai fermata e  sta ripartendo nel modo a lei più congeniale, attraverso i pellegrinaggi.

In settembre si tornerà a Loreto,  in ottobre a Lourdes e poi con un calendario ricco di appuntamenti, in divenire.

Ora, però, è il momento della festa, il cui senso più profondo merita di essere scoperto. Ancora una volta. affinché possiamo continuare ad essere una presenza di prossimità ed attenzione verso i tanti malati, compresi i più giovani

Ma perché l’Ulivo?

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L’ulivo è una prodigiosa pianta coltivata dall’uomo sin dall’antichità, che da sempre è simbolo di pace, saggezza e rinascita. Proprio per la sua valenza simbolica negli ultimi anni è entrato a far parte del mondo delle decorazioni, in modo particolare di quelle legate alle tendenze nuziali, difatti, spesso ci capita di ritrovare questa pianta sullo sfondo delle partecipazioni di matrimonio, come segnaposto sui tavoli del banchetto, sulla torta nuziale e addirittura nelle acconciature della sposa.

Una delle tendenze più attuali è quella di collocare l’ulivo tra gli elementi principali di decorazione floreali: oltre a donare un ulteriore tocco naturale grazie alle sue nuance verde pastello, conferisce il volume necessario alla composizione rendendola estremamente elegante.

L’ ulivo è una pianta  nobile e preziosa. Per i suoi tanti significati. Perché è simbolo di pace; perché è portatrice sempre di un frutto. Perché è ricchezza, ma anche semplicità e legame con il pianeta. Perché è la pianta che rinnova tradizione, cultura, solidarietà.

Donare un ulivo in vaso o che può essere piantato nel giardino vuol dire offrire l’opportunità di comprendere il significato del “prendersi cura” ….

 Nell’istante in cui si riceve in regalo una piantina d’ulivo è da  potare, concimare; è da seguire ogni giorno, per far si che lei possa avere il meglio delle cure che merita.

E’ come regalare un oggetto prezioso, è come regalare un sogno . Il sogno di vivere con il massimo di attenzione, mettendo la cura necessaria, alimentando sempre, ogni giorno, l’amicizia e l’affetto, l’amore, per la vita, per il Pianeta, per gli altri, per se stessi. Regalare un sogno, è l’augurio del meglio che ci possa capitare. Donare un sogno è un impegno; insomma ci dobbiamo impegnare a realizzarlo

 

 

L’ULIVO:UNA RICCA SIMBOLOGIA

Dell’ulivo si parla già nel libro della Genesi.

La magnificenza dell’olivo è cantata dai poeti dell’Antico Testamento. Nelle loro metafore l’ulivo simbolizza salvezza e prosperità. Il salmo 128, nell’esaltare “l’uomo che teme il Signore e cammina nelle sue vie”, dice: “la tua sposa è come vite feconda nell’intimità della tua casa, i tuoi figli come virgulti d’olivo intorno alla tua mensa”. Il profeta Osea canta la forza e la bellezza dell’ulivo così: “sarà come rugiada per Israele, esso fiorirà come un giglio e metterà radici come il cedro del Libano, si espanderanno i suoi germogli e avrà la bellezza dell’ulivo e la fragranza del Libano” (Os 13, 6‐7).
Nella descrizione che nel Primo Libro dei Re viene data del Santo dei Santi del tempio di Gerusalemme si precisa che “Salomone nella cella fece due cherubini di legno d’ulivo, alti dieci cubiti … fece costruire la porta della cella con battenti di legno d’ulivo … lo stesso procedimento adottò per la porta della navata, che aveva stipiti di legno d’ulivo” (cfr 1Re 6, 31‐33).
Quando si volle rendere onore a Giuditta, la si “incoronò di fronde d’ulivo ed ella precedette tutto il popolo, guidando la danza di tutte le donne” (Giuditta 15, 13).

Sono circa settanta le citazioni che se ne fanno nella Bibbia. Lo stesso nome di Gesù, Christos, vuol dire semplicemente unto.

Omero nei suoi poemi citò l’olivo: lo assurse a simbolo di pace e di vita. Era d’olivo il gigantesco tronco per mezzo del quale Polifemo venne accecato da Ulisse e dai suoi compagni. Il re di Itaca costruì per sè e per Penelope il letto nuziale, scavandolo nel tronco stesso di una possente pianta d’olivo, simbolo di un’unione salda e duratura.

A conferma della millenaria storia dell’ulivo ricordiamo come la tradizione ponga di fronte all’antica Gerusalemme il “Monte degli Ulivi”.
Nell’antica Grecia era considerato una pianta sacra al punto che chiunque fosse sorpreso a danneggiarlo veniva punito con l’esilio. Alle stesse Olimpiadi ai vincitori venivano offerti una corona di ulivo ed un’ampolla d’olio. Ad Atene esisteva un ulivo ritenuto, il primo ulivo del mondo, nato dalla lancia della stessa Atena e per questo considerato sacro e protetto da guardie.

Gli antichi Romani, invece, intrecciavano ramoscelli di ulivo per farne corone con le quali premiare i cittadini più valorosi, oltre al fatto che, secondo tradizione, i gemelli divini Romolo e Remo nacquero sotto un albero d’olivo.

Nella religione cristiana la pianta d’olivo ricopre molte simbologie. Dal ritorno della colomba liberata da Noè all’arca con un ramoscello d’ulivo nel becco, l’olivo assunse un duplice significato: diventò il simbolo della rigenerazione, perché, dopo la distruzione operata dal diluvio, la terra tornava a fiorire; diventò anche simbolo di pace perché attestava la fine del castigo e la riconciliazione di Dio con gli uomini. Ambedue i simboli sono celebrati nella festa cristiana delle Palme dove l’olivo sta a rappresentare il Cristo stesso che, attraverso il suo sacrificio, diventa strumento di riconciliazione e di pace per tutta l’umanità. In questa ottica l’olivo diventa una pianta sacra e sacro è anche l’olio che viene dal suo frutto, le olive. Infatti l’olio d’oliva è il Crisma, usato nelle liturgie cristiane dal Battesimo all’Estrema Unzione, dalla Cresima alla Consacrazione dei nuovi sacerdoti.
La simbologia dell’olivo si ritrova anche nei Santi Vangeli: Gesù fu ricevuto calorosamente dalla folla che agitava foglie di palma e ramoscelli d’olivo; nell’Orto degli Ulivi egli trascorse le ultime ore prima della Passione.

Anche nella tradizione ebraica l’olivo ha un posto di riguardo. Secondo la leggenda, citata anche nella Genesi, prima di morire Adamo inviò suo figlio Seth a chiedere ai cherubini tre semi dell’”albero della Conoscenza del Bene e del Male”. Seth, tornò con quanto chiesto e quando il padre morì, piantò sulla sua tomba i tre semi, dai quali nacquero un cipresso, un cedro e, appunto, un olivo.

Quali altri alberi sono accostati in campo e nella simbologia all’olivo? Certamente il fico. Oltre che ai culti misterici, l’albero di fico è spesso associato alle Dee madri e all’abbondanza. Molto probabilmente ciò è dovuto alla forma dei frutti che ricordano un seno turgido. Ad accentuare la simbologia del seno, si aggiunge, poi, il fatto che dai frutti del fico si stilli un particolare liquido bianco chiamato, appunto, “latte”.

L’olivo continua, tra miti, leggende e aneddoti, ad animare la cultura dell’umanità, prima fra tutte quella cristiana.

In un boschetto di olivi piantati durante il pellegrinaggio di Giovanni Paolo II in Terra Santa nel 2000, solo l’albero che era stato benedetto dà frutti. Lo ha riferito nel 2008 il giornale Yediot Ahronot. Al termine di una preghiera collettiva sul Monte delle Beatitudini, che domina il Lago di Tiberiade, il pontefice aveva benedetto un olivo offerto da un fondo israeliano per la salvaguardia della terra.

Papa Benedetto XVI è indicato dal frate profeta Malachia (1139 d.C.) col motto De gloria olivae che tradotto letteralmente significa “la gloria dell’olivo”. Il riferimento a Benedetto può essere spiegato dal fatto che gli appartenenti all’ordine benedettino sono anche chiamati gli Olivetani, sul cui stemma compare proprio il ramo d’olivo e, cosa più importante, Papa Ratzinger è nato il 16 Aprile 1927, il sabato santo, il punto più significativo del periodo pasquale che è appunto caratterizzato dal simbolo dell’olivo.

Molto più recentemente Papa Francesco ha utilizzato un pastorale in legno di olivo fatto dai detenuti del carcere di Sanremo.

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EMERGENZA COVID-19: LE DONAZIONI RICEVUTE AL 12 MAGGIO 2020

 

Al 12 maggio 2020 sono state raccolti €.4.975  donati dalla generosità di chi ama la nostra associazione . Queste risorse sono messe a disposizione delle Sottosezioni che sono impegnate ad aiutare anziani,disabili,persone che ha causa del coronavirus si trovano in uno stato di grave difficoltà economica.

GRAZIE E CONTINUATE A SOSTENERCI !

 

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#SALUS:GLI SPAZI COMUNI

IL SOTTERRANEO 

Siamo al livello del Quai Boissarie. Qui troviamo il Transit di accesso al Santuario provvisto dei materiali necessari per l’uscita ed il rientro degli ospiti. Lo spazio, abbastanza ampio, può diventare insufficiente se le squadre di barellieri che vi prestano servizio, non si organizzano nell’accoglienza e nel riordino dei materiali messi a disposizione.

Nel Transit sono depositati i mezzi per il trasferimento dei nostri ospiti: carrozzine, sedie, porta barelle. All’interno possiamo trovare inoltre le coperte in lana per meglio ripararsi nelle giornate fredde. Per ragioni di sicurezza, è indispensabile un presidio di questo luogo da parte dei volontari dalle ore 7:00 alle ore 23:00.

Sempre su questo piano si trova il Deposito Immondizia utilizzato per lo smaltimento dei rifiuti provenienti dai piani del Salus Basso. 

Dal Transit basso si accede ai piani superiori con 6 ascensori: 

gli ascensori 1 / 2 / 3 per accedere ai piani 0 – 1° – 2° – 3° – 4° – 5° – 6°; 

gli ascensori 4 / 5 / 6 utilizzati dagli ospiti della parte alta del Salus per accedere ai piani 0 – 6° (cambio ascensore per i piani 8° – 9° – 10°) e 7°. 

IL PIANO TERRA

È il principale luogo d’incontro degli ospiti che vivono nel Salus.

 

Su  questo livello troviamo: l’ufficio direzione della casa; la reception;l’ambulatorio medico;la camera del medico;la segreteria della sezione;il bar;il negozio di oggetti religiosi e souvenir;

 

un angolo dove si possono acquistare prodotti per la pulizia personale;il salone;lo spazio giochi per i più piccoli;  l’internet point;la postazione multimediale della Città dei Progetti.

Ambulatorio
Bar

IL PRIMO PIANO

Vi si trovano: il Self service riservato al personale di servizio, agli ospiti degli Hotel Florence e Maris Stella, agli stagières e ai senza fissa dimora, secondo gli accordi con la Diocesi di Lourdes. Il Self può ospitare turni di 250 persone;

Al self e al bar prestano il loro servizio i accoglienza anche i volontari dell’Hospitalité Cuore Immacolato di Maria.

 

QUINTO PIANO 

 Si affaccia verso il Santuario. Bellissimo recarsi al terrazzo del  quinto piano verso le ore 21  per godere, con il flambeaux, di un particolare momento di intensa spiritualità.

  SESTO PIANO 

La SALA DA PRANZO degli ospiti della casa 

SETTIMO PIANO 

La ZONA DI TRANSITO può essere richiesta per momenti d’incontro e animazione nei giorni in cui non sono programmati arrivi e partenze dei pellegrinaggi. Può contenere circa 150/200 persone. È dotata di impianto di sonorizzazione ed è possibile anche trasformarla in Sala Proiezione per la presenza di un grande schermo 

UNDICESIMO PIANO

Il TERRAZZO PANORAMICO si affaccia verso il Santuario, la città di Lourdes, la catena dei Pirenei. Sarebbe auspicabile che tutti gli ospiti abbiano, almeno una volta, la possibilità di scoprire questo luogo per godere di un panorama unico ed indimenticabile. 

Per raggiungere la terrazza occorre utilizzare la scala dal 10° Piano.

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